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Testimonials
Sembra incredibile come possa scaturire tanta bellezza nell’interpretazione, da parte di Emanuele ed Elena, delle richieste di un cliente.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni provate ogni volta nell’ indossare qualcosa di molto più prezioso del materiale che lo compone.
Un regalo che va oltre l’oggetto.
Grazie di cuore ragazzi e complimenti per l’unicità che caratterizza la vostra passione.
Manuela e famiglia
Manuela Daldi
Ho chiesto un gioiello personalizzato. È stato realizzato così bene che è molto più bello di quello che avevo indicato. Accurato nelle rifiniture. Ho trovato in Emanuele un gioielliere che mi ha dato anche un buon consiglio su un mio dubbio. Lo consiglierò con immenso piacere ai miei amici perché la professionalità va sempre premiata.
Emanuela Cereghetti
Per l’anniversario di matrimonio ho voluto fare un regalo a mia moglie che fosse davvero unico.
Ho illustrato ad Emanuele quali sono le sue passioni e lui, in brevissimo tempo, ha saputo progettare e realizzare un bellissimo pendente fatto apposta per lei.
E’ stato gentile, disponibile ed il risultato del suo lavoro ha lasciato mia moglie di stucco!
Fulvio Lanfranchi
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1949
Antonio Cannoletta e Maria Cassanello iniziarono il loro cammino insieme con le mani sporche di lavoro e il cuore pieno di sogni. In una piccola bottega di Sanremo, tra scintille d’oro e rumore di lime, nacque non solo un mestiere, ma una storia d’amore intrecciata al sacrificio e alla passione.
Giorno dopo giorno, riparando gioielli e sorrisi, costruirono qualcosa di più grande di un semplice laboratorio: un luogo dove la dedizione diventava arte, e l’arte diventava vita.
Con il tempo, il loro sogno prese forma in un vero negozio, simbolo di una conquista fatta di fatica e fede nel proprio lavoro. Fu lì che insegnarono a Enrico, il loro unico figlio, non solo i segreti del mestiere, ma il valore del commercio onesto e della bellezza creata con le proprie mani.
1993
Enrico Cannoletta crebbe respirando l’odore del metallo caldo e il silenzio concentrato del banco orafo, ma ciò che imparò davvero dai genitori fu a leggere le persone. Sin da giovane mostrò un intuito raro: capiva cosa la gente desiderava prima ancora che lo chiedesse. Aveva negli occhi la curiosità di chi osserva il mondo per coglierne i segni, e nel cuore la determinazione di chi vuole portare avanti un’eredità con il proprio stile.
Mentre molti si limitavano a seguire il mercato, Enrico lo precedeva. Intuiva le tendenze, sapeva unire il gusto classico alla modernità, e trasformava ogni intuizione in opportunità concreta. Con pazienza e visione, fece crescere il piccolo negozio dei genitori fino a farlo diventare un punto di riferimento per la gioielleria di tutta la provincia.
Sotto la guida di Enrico e Nilva, sua moglie, la bottega di famiglia divenne un simbolo di eleganza e innovazione: un luogo dove l’arte dell’oro incontrava la sensibilità del tempo presente. Così, l’eredità di Antonio e Maria continuò a brillare, ma con una nuova luce — quella del futuro che Enrico seppe vedere prima di chiunque altro.
2024
Emanuele, figlio di Enrico e Nilva, tornò a Sanremo con negli occhi la luce di Firenze e nel cuore il fuoco dell’arte. All’Accademia di Arti Orafe aveva imparato a fondere tecnica e poesia, ma ciò che più lo animava era il desiderio di ridare voce all’artigianato autentico — quello fatto di mani, silenzi e piccole imperfezioni che raccontano verità.
Eppure, il mondo che trovò al suo ritorno era diverso. Le logiche del branding, le campagne studiate a tavolino, le scelte imposte dalle aziende con cui collaborava — tutto sembrava voler soffocare quel respiro sincero dell’arte che gli scorreva nelle vene. Ogni compromesso era una ferita, ogni progetto negato un passo più lontano dalle sue origini.
Ma una sera, spinto da un’inquietudine antica, Emanuele aprì la porta della piccola stanza dove suo nonno Antonio aveva tenuto gli attrezzi. Lì, tra vecchie lime, morsetti e odore di ferro, sentì un silenzio che parlava. Fu in quell’ombra densa di memoria che iniziò a tramare il suo riscatto: un ritorno alle radici, alla verità dell’artigiano, per restituire al mondo non solo l’oro lavorato, ma l’anima che lo plasma.
2019
Poco alla volta, con la pazienza di chi conosce il valore del tempo, Emanuele iniziò a costruire il suo cammino. Non c’erano clamori né promesse, solo la costanza silenziosa di chi crede profondamente in ciò che fa. Al suo fianco, Elena — compagna di vita e di visione — gli offriva forza, equilibrio e quella fiducia luminosa che sa trasformare i sogni in direzioni possibili.
Insieme, tra notti insonni e giornate di lavoro febbrile, cominciarono a raccogliere piccoli successi: un’esposizione qui, una collaborazione là, fino a conquistare vetrine internazionali dove il nome di Emanuele iniziò a brillare non per marketing, ma per autenticità. Ogni creazione portava con sé una storia, una carezza di memoria e un segno del futuro.
E quando finalmente riuscì a riscattare il marchio orafo di suo nonno, lo fece non come un ritorno nostalgico, ma come un atto di continuità: la promessa di un’eredità che evolve senza tradirsi.
Così nacque il Laboratorio Lunamante — un luogo dove la materia incontra l’anima, dove l’artigianato torna ad essere poesia, e dove l’oro non è solo metallo, ma luce di una tradizione che rinasce, mano dopo mano, cuore dopo cuore.
oggi
Oggi il Laboratorio Lunamante è molto più di un atelier: è un rifugio per l’anima.
Lontano dalle dinamiche viziate del mercato e dalle logiche impersonali della produzione di massa, è un luogo dove il tempo rallenta e la materia prima più preziosa non è l’oro, ma le emozioni delle persone.
Chi varca la sua soglia non cerca soltanto un gioiello, ma un’esperienza. Ogni incontro diventa un dialogo intimo, un intreccio di ricordi, passioni e desideri che prendono forma tra le mani di Emanuele ed Elena.
Qui, il metallo diventa memoria, le pietre raccontano sentimenti, e le fiamme del banco forgiano simboli di vita.
Nel Laboratorio Lunamante, ogni creazione nasce da una storia condivisa — un frammento di vissuto che, attraverso l’arte orafa, trova la propria luce.

