Il China Tiangong Jewelry Design Award 2019, uno dei contest di gioielleria in maggiore crescita dell’intero continente asiatico. Una competizione di respiro mondiale che si fonda sul connubio tra espressione artistica e tendenza, in cui i gioielli e le collezioni di cui fanno parte devono poter comunicare una salda base di concept e storytelling unita ad un’estetica che sia tanto innovativa quando commerciabile, il tutto arricchito da una dichiarata attenzione ai processi di produzione e di valorizzazione artigianale.

Insomma il tipico contest in cui è necessario far ubriacare la moglie ma senza consumare neppure una goccia di vino!

La comunicazione della possibilità di aderire a questa gara mi arrivò nell’estate 2019 da parte dell’AGC (Associazione Gioiello Contemporaneo) che divulgava i contatti necessari all’iscrizione. Una competizione di carattere mondiale, senza costi di partecipazione e che prevedeva l’esposizione della collezione a tre grandi fiere di settore del mercato Cinese.
Confido che se in concomitanza a questa possibilità non fossi stato sul punto di ultimare la collezione “The wood life Poetry”, non avrei preso in considerazione un evento di tale risonanza e di tale facile accesso..sarebbe stato come lanciare ciottoli nel mare!
Tuttavia la mail mi arrivò che stavo ultimando gli ultimi disegni preparatori, ed entro pochi giorni avrei iniziato la realizzazione dell’ultimo degli 8 pezzi che compongono la collezione, così pensai che fosse l’occasione adatta a darmi un ultimatum sia per completare, sia per fotografare i gioielli in modo decente.

La comunicazione riguardante la selezione mi arrivò dopo circa 15 giorni (avendo inviato la documentazione sul filo del rasoio), con toni molto cortesi la referente del progetto si congratulava dicendomi che i miei gioielli avevano superato la principale fase di selezione e che sarebbero stati graditamente attesi a Guangzhou per disputare la finale.

Mi si chiedeva di dare conferma della mia partecipazione in loco per presentare lo studio e l’opera che si celava dietro il prodotto, mi chiese di preparare una presentazione in lingua inglese da esporre alla giuria e mi sollecitava i documenti necessari alla preparazione dell’invito da parte del governo cinese.

Esplicate tutte le procedure burocratiche, mi ritrovai sul volo diretto ad Hong Kong con nella borsa la prima e vera linea di gioielli marchiata LABORATORIO LUNAMANTE.
L’arrivo in Hotel fu al quanto inaspettato, frotte di videomaker ci giravano attorno come satelliti effettuando riprese e scattando fotografie, lungo le strade che ci conducevano all’albergo notai innumerevoli affissioni pubblicitarie relative alla presentazione, di li a poco, delle collezioni di gioielleria finaliste del contest.

Passai un paio di giorni godendo dei tour organizzati dall’associazione ospitante in cui ci portarono a visitare i luoghi principali dell’industria manifatturiera orafa locale, complessi realizzati ex-novo che accoglievano scuole di oreficeria, aziende, dormitori, musei, negozi di fornitura di materiale tecnico nonché laboratori di piccoli artigiani indipendenti, tutto legato al mondo dell’oreficeria. Presentai la mia collezione di fronte alla giuria, un plotone di 15 persone suddivise in gruppi di 5 elementi e facenti parte rispettivamente dei principali accademici universitari cinesi di design del gioiello, membri del governo cinese e referenti delle più influenti aziende di gioielleria del continente.

Il giorno seguente alla presentazione fu dedicato alla selezione delle opere ed al confronto con i giurati che davano le prime impressioni sui lavori proposti, era incredibile notare con quale perizia i membri della giuria si sforzassero di dare un giudizio che fosse l’effettivo risultato coerente dell’unione di parametri così distanti fra loro.
Il livello tecnico era davvero notevole, passai diversi minuti ammirando il dettaglio e le capacità che si nascondevano dietro gli altri gioielli proposti in gara, le considerazioni dei giurati erano a volte critici sulla possibilità di riprodurre in maniera sistematica i gioielli proposti, ed altre volte glaciali sulla scarsa comunicazione estetica.

La sera delle premiazioni la sala era addobbata in pompa magna, il palco era luminoso e ricco di effetti speciali, le tavole imbandite ed i partecipanti vestiti con grande cura e lì, in mezzo alla créme dell’industria orafa di uno dei più influenti continenti della nostra epoca, fianco a fianco con rinomati accademici, c’era la mia collezione esposta!
Illuminata dalla localizzata luce della sua teca in vetro, si ergeva elegante tra tesori di lodevole fattura.
Ripensai in quel momento alle ore spese a decidere i dettagli, le finiture, i giochi di forma.. tutta quella fatica mi apparve immediatamente ripagata!

La nomina dei vincitori avvenne in stile notte degli oscar, mi faceva sorridere pensare che appena una settimana prima mi trovassi nella mia piccola bottega nascosta tra i monti a fischiettare cercando di sistemare la collana di un’anziana amica, ed appena pochi giorni dopo fossi dall’altra parte del globo a fare fotografie e stringere le mani di personaggi illustri.

La mia collezione non fu tra le vincitrici, ma sinceramente è stato giusto così!
Ritengo che ricevere un premio di riconoscimento che posizioni la mia prima linea di gioielli tra le più quotate a soddisfare le aspettative del mercato sia di per sé una grande traguardo.

 

Sapere che i gioielli realizzati con amore e col desiderio di trasmettere emozioni siano indipendenti nello svolgere il loro compito è una prova della qualità del lavoro svolto con passione.

Tornare a casa con la consapevolezza di aver tenuto testa a grandi artigiani e designer dando prova del fatto che l’artigianato italiano abbia ancora molto da dire è per me una soddisfazione senza pari.

I gioielli che hanno partecipato al contest sono stati esposti dapprima durante la serata di premiazione del 2nd China Tiangong Jewelry Design Award; dopodichè hanno preso parte al 4th Shunde International Jewelry Show ed infine hanno viaggiato fino a Beijin per essere presentati al Beijin Jewelry Design Fair.

Con l’arrivo del 2020 la collezione “The wood life poetry” sarà esposta nelle vetrine delle città italiane e potrà essere venduta al pubblico, una produzione limitata di 200 pezzi a soggetto che potrà adempiere al suo compito di suscitare emozioni pure e farsi simbolo di piccoli semplici ideali.
In programma per l’anno a venire ci sarà senz’altro anche l’accettazione della proposta di adesione al IJDA (International Jewelry Designers Association di Hong Kong), chissà che col tempo gli artigiani indipendenti italiani non riescano a sfruttare questo piccolo passo volto a costruire un ponte intercontinentale per espandere la loro arte in Oriente.

La collezione “The Wood Life Poetry è già disponibile online ► Guarda qui

Per leggere l’articolo pubblicato su Riviera Time Television Leggi qui

Associazione di Design del gioiello di HONG KONG ► www.ijda.org.hk/

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